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Un’analisi ragionata

26 Ottobre 2008 One Comment

Perché c’è una protesta in atto nell’università?

  • Costituzione Italiana (Principi Fondamentali)
    Art. 9
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
  • Situazione patrimoniale università
  • Negli ultimi 7 anni crescita dell’FFO non superiore al 3% nessuna crescita al netto
    Degli incrementi automatici degli stipendi per tenere conto dell’inflazione ISTAT
    Problema: il naturale aumento dei costi per l’invecchiamento dei lavoratori e
    l’aumento generale dei costi sta portando le Università a superare il
    100% dell’FFO

    Il mondo accademico aveva studiato l’evoluzione del rapporto tra la spesa corrente
    per stipendi ed FFO nel caso di turnover al 50% etc SOTTO l’ipotesi che l’FFO
    rimanesse costante responsabilizzando gli Atenei ed i rettori.

    Dati sul sito di Paolo Rossi, rappresentante CUN

  • Quale è il problema della nuove legge
  • • Se l’Università stava a sua volta prevededendo procedure di reclutamento controllato (tramite limitazione del turnover) in modo da risanare le università perché ora si protesta su tale aspetto?
    • Perché le limitazioni alle assunzioni sono state a) pesanti e b) accompagnate da tagli all’FFO
    Nessun risanamento, anzi gli Atenei devono affrontare la prospettiva (indipendentemente dalle politiche adottate) di superare il 100% dell’FFO in pochi anni
    • Meno servizi, necessità di far cassa in altro modo

  • Tagli

Dati dal Rettore di Catania, dal sito del Coordinamento Giovani Accademici, Scarica pdf

dati in millioni di Euro

NUOVA FORMATIVA
Effetti dei nuovi provvedimenti 2008
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Incremento FFO
Decreto legge n. 31/08, art. 13bis
16
16
16
Urbino
5
Riduzioni FFO
Decreto legge n. 93/08, art. 5, comma 1
Riduzione 6,78% tab. C
Decreto legge n. 93/08, art. 66
-467
-467
-467
-467
riduzioni turnover
Decretto legge n. 112/08, art.66
-64
-190
-316
-417
-455
scatti trienali
Decretto legge n, 112/08, art.69
-40
-80
-80
-120
-1600
FFO totale
7.423
7.442
6.748
6.615
6.474
6.396
Variazione Rispetto alla legislazione vigente 2007 5 -104 -737 -863 -1.004 -1.082

Impatto del taglio dell’FFO: (abc)
Gli atenei che si trovano con spese stipendiali intorno al 90% dell’FFO per via dei tagli all’FFO e per via degli aumenti di stipendio dovrebbero andare in 5 anni sopra al 100% dell’FFO.

6396 vs. 7400
Diminuzione di più del 16%

  • Soluzioni possibili per risolvere la situazione economica

• + Razionalizzare le spese: evitare sprechi (ma comunque al momento poco margine oltre gli stipendi)
• Non assumere docenti, diminuire i servizi
• Privatizzarsi (fondazioni)—soluzione caldeggiata nella legge
• Vendere il patrimonio (stabili etc.) delle università
• Aumentare le tasse universitarie
Ottenere finanziamenti dai privati (possibile anche come università pubbliche)
– Sarebbe una soluzione ideale ma si scontra con un mondo imprenditoriale fortemente restio ad iniziative di questo genere
– Necessita COME MINIMO cambiamenti alla legislazione corrente con il 100% dei finanziamenti alla ricerca deducibili dall’imponibile IRES ED un cambiamento di mentalità

  • Situazione anagrafica dell’ università

Le linee continue indicano l’attuale distribuzione
Le linee tratteggiate la distribuzione a regime facendo evolvere un turnover al 100% con le seguenti caratteristiche

Siamo in condizione di non assumere i giovani?
Assunzioni continue e regolate nel tempo (come accaduto in questi anni) porterebbero ad una più equa distribuzione delle età.

  • Le diverse Fasce

SAREBBE IMPORTANTE SVECCHIARE L’UNIVERSITA’
Un ricercatore, come un atleta, È particolarmente produttivo nella prima parte della carriera CON UNA SQUADRA DI 50enni O 60enni DIFFICILMENTE VINCEREMMO GARE ALLE OLIMPIADI

  • Come sono andati gli ultimi anni…

• “dopo un periodo di assestamento volto a smaltire gli effetti del lungo periodo (1993-1999) di totale assenza di concorsi per ordinari e di forte limitazione nei concorsi per associati, il rapporto percentuale tra le fasce docenti mostra una lenta evoluzione verso una struttura debolmente “piramidale”, con valori tendenziali che, pur non essendo istituzionalmente programmati, sono quasi certamente riconducibili a una fisiologica “sociologia della ricerca”;
• il reclutamento di ricercatori, quando non alterato da improvvidi interventi legislativi, tende a mantenersi stabile, sul valore medio di circa 2000 posti all’anno; valori significativamente inferiori non permetterebbero di assorbire la totalità dei giovani atti alla ricerca presenti in ciascuna generazione, e si
produrrebbe quindi una deriva automatica verso l’alto dell’età media di reclutamento (che attualmente è di circa 36,5 anni, e relativamente stabile);
• tale fenomeno si ripete nel passaggio alla fascia degli associati (circa 1500 all’anno, di cui una parte non ricercatori) e a quella degli ordinari (circa 850 all’anno), per cui l’età media di ingresso in queste fasce (circa 43,5 anni per gli associati e 50 anni per gli ordinari), al momento stabile,
• manifesterebbe una tendenza alla crescita se questi volumi di reclutamento non fossero mantenuti; “
La crescita di tali valori avrebbe effetti disastrosi sull’attrattività della carriera

(Valutazione complessiva dal documento al CUN di Paolo Rossi)

  • Perché quindi è in agitazione l’Università ?

• 1) Per protesta nei confronti di una visione privatistica dell’Università (es. fondazioni)
– Il mondo accademico è convinto che sia al momento impossibile attirare capitale privato sufficiente (giurisprudenza già disponibile oggi)
– che in ogni caso questo comporterebbe un forte aumento delle tasse universitarie e che questo sia lesivo del diritto allo studio da parte di tutti Costo di uno studente all’università sugli 8500 euro all’anno
• 2) Per ribadire l’importanza dell’istruzione superiore e della ricerca
– Principio Costituzionale
– Strumento di generazione di ricchezza di un paese avanzato
• Studi hanno dimostrato un significativo impatto sull’incremento del PIL nel caso di maggiori investimenti in ricerca e scolarizzazione della popolazione
• 3) Per mancanza di una RIFORMA seria che, a basso costo, potrebbe ridare una dimensione internazionale e migliorare la qualità della ricerca e dell’università italiana
– Il mondo accademico chiede di confrontarsi su questo

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